Rita Pelusi

Insegnante

Di che cosa è fatto un viaggio? Soprattutto di emozioni, ma questa volta le emozioni vengono dalla vita vera, la vita difficile di un popolo e noi sappiamo che sarà faticoso affrontarle.
Parliamo con l’ansia nel cuore, ma quando saliamo sul Prontobus, la speranza mangia in un sol boccone l’ansia. Appena siamo insieme la speranza di dare e ricevere amore dilaga dentro di noi.
Francesca ci abbraccia tutti e, in questo abbraccio c’è tutta la sua protezione, è come una mamma che sa condurre i propri figli.
Abbiamo 22 grossi bagagli e, ogni bagaglio ha un suo valore prezioso. Neanche la più piccola caramella deve essere lasciata. Tutto serve a rallegrare, anche solo per un attimo, il cuore dei bambini che andiamo ad incontrare.
Inizia così il nostro viaggio vero.
Sono luoghi, persone, occhi, soprattutto gli occhi dei bambini, sono loro che entrano nel nostro cuore come segni indelebili e, ora ci spingono ad agire, ci impediscono di dimenticare . Così ogni mattina le immagini di Bsunesh, Dadì, Lemlem, il nostro angelo custode Tefaye mi scorrono davanti quasi a ricordarci la promessa di aiutarli a farcela, aiutarli a costruire un mondo più giusto.